Neo-decadenti

Dalle ceneri di un passato Maudit risorgono gli ottocenteschi fasti di un gruppo di giovani belli e dannati. Nuovi schiavi dell'assenzio e della Bellezza rifiutano le vane mode salutiste e riscoprono il Piacere della vita bohémien.

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martedì, aprile 05, 2005


Molti ci chiedono dove siamo finiti. Siamo sparsi, sparuti scheletri umani che girovagano l'etere quotidiana. Tutti ad inseguire la folle luccicanza dell'Illusione di un cammino felice. Ed è per questo che le nostre tracce si stanno prosciugando al primo tepore primaverile. Sono rimasti Fabius, Mathieu, Arthur e Robert, ma non sono un vero e proprio Collettivo. Maxim è stato isolato dall'altra parte della città, preda del nobile magnate italiano, a rifugiarsi nel dorato mondo del commercio e delle strette di mano formali; Paul rincorre la sua tenue volontà di vestirsi di Luce, cercando asilo nel lavoro notturno più becero e squallido. E' ritornato nella sua casa di perdizione e buone maniere con le femmine sbranate dal Nulla dello spirito.
NON SIAMO.

Postato da: PaulMontague a 09:26 | link | commenti (4) |

giovedì, gennaio 27, 2005

 

Vogliono tarparci le ali, vogliono toglierci personalità, vogliono animarci a proprio piacimento, esigono lobotomizzare il nostro fluttuante Pensiero. Il Culto dell'Apparenza, sovrano nocchiere del nostro Tempo, ci ha relegato nelle infide insidie dello Sbagliato alla luce degli occhi del comune Attore umano. Ed allora che inizi la sfilata delle arroganti recite quotidiane, delle vesti militaresche che da sopra vogliono farci condividere, delle giusta gesta per lustrarsi di candore dinanzi ai Cerberi giornalieri.
Paul, invano, già ci passò; ora vogliono che la "medicina" venga assorbita da Fabius, Maxim ed Arthur. Vogliono che siano "come gli altri": matricole, elenchi, gruppi, Spiriti non-pensanti, plotoni in marcia verso la Nullità del nascondersi per non risaltare agli occhi di chi comanda. 
Siamo nascosti per questo, ora. Non abbiamo molto da comunicarVi, perchè fanno in modo che dalle nostre bocche esca aria pulita e non Idee fendenti...

Postato da: PaulMontague a 15:49 | link | commenti (4) |

giovedì, dicembre 23, 2004

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Silenzio. Solo il Silenzio è la risposta corretta ai vani gesti ed interlocutori, gelidi abbracci di queste giornate di celebrazione. Giorni di lungo e vuoto serpeggiare verso la fine del tunnel dell'infelice pausa vestita di neon colorati... Meglio perdere la Parola, ora. Torneremo solo quando vedremo squagliarsi l'ipocrita mediocrità di questo Tempo.
Ci chiudiamo nelle Stanze, senza serate inebrianti ed avvilite di stanca e falsa felicità.


Postato da: PaulMontague a 08:40 | link | commenti (1) |

giovedì, dicembre 02, 2004

 

 

 

 

 

 

 

 

 




Abituale giovedì notte bagnato d'Assenzio. Il Sacro Collettivo sarà presente al completo. L'assenza di Robert è abituale, dal momento che da un paio di settimane passa il suo tempo a Lyon. Preoccupa Mathieu. "Non so... forse non... mah!... può essere che diserti il confronto con Paul...ecco... non ho più il desiderio di capirlo...è lontano dalle mie percezioni... vedo...". Questa sera la Famiglia proverà a capirlo meglio. Non è comune questo distacco....




Postato da: PaulMontague a 16:46 | link | commenti (2) |

venerdì, novembre 19, 2004

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ieri sera il Sacro Collettivo ha vomitato odio e cattiva violenza nei confronti dell'accurata festa di Music Television. Sappiate che per noi il mondo musicale non ha mai avuto nulla a che fare con lo sterco appannato e patinato di questo macrocosmo di volgare vacuità... Così, proprio quando la tolleranza e la rassegnazione miscelandosi creavano accanimento nell'animo delle 6 anime indisposte a quetso becero teatro, Fabius si è avvicininato alla sua collezione di vinili ed ha appoggiato il pick-up su IN UTERO dei Nirvana, smoccolando: "Io sono questo, mi ritrovo in certi umori... che sia sempre maledetta la porca maledicenza di Music Television!". La notte nel Marais, quindi, è proseguita con "la colonna sonora esistenziale" dei noe-decadenti.... Maxim ha scelto NO CODE dei Pearl Jam, Robert l'esordio dei Doors, Arhur STICKY FINGERS degli Stones mentre Paul, approvato da Matheu, deliberava: "Tornando al focolare domestico è bello affollarsi d'Amore... ogni altro suono è superfluo!".
Noi crediamo nei volti lisi, veri e sfatti proposti qui in alto: mai saremo schiavi della tremenda atmosfera modaiola che Vi propina il colosso colonizzatore americano.


Postato da: PaulMontague a 13:45 | link | commenti (4) |

mercoledì, novembre 10, 2004

Dopo aver a lungo lordato la sua bocca sulle vulve affamate della sua bellezza eterea, Paul ha un rigurgito di ambizioni di purezza.

Desidera l’amore di una sola donna adorante e sognante davanti ai suoi occhi cerulei, e adesso vitrei di sentimento.

Dopo aver smarrito la sua anima nei meandri perversi degli effluvi vaginali sudici e incrostati di vizio, adesso è all’inseguimento di un nuovo sogno di candore.

Solo in questo modo si spiegano le sue frequenti assenze dalle notti maligne del sacro collettivo e le sue frequenti dissertazioni sulla superiore sensibilità delle donne; donne fino al giorno prima trattate alla stregua di meri oggetti su cui sfogare la sua rabbia sessuale.

Già sta riempiendo i suoi bauli dei suoi pochi ma azzimati indumenti, che un tempo furono i costumi di carnevali di carne. Completi di velluto e lunghi cappotti  neri in cui avvolgeva il suo corpo imperfetto ma desiderato.

Piccole lenti viola attraverso le quali i suoi occhi verdi smeraldo infilzavano i decolté delle sue amanti. Gli stivaletti che negli impeti più contorti faceva lambire dalle lingue vogliose delle sue anziane benefattrici. Le cartine Dufur e il tabacco di Algeri che conservava con cura tra l’oppio e le bottiglie di assenzio.

Noi guardiamo questo fantasma di degenerazione aggrapparsi con le unghie della speranza ad una femminea illusione di redenzione. Attoniti davanti al grande baule con l’etichetta Montmartre destinazione di una nuova vita di colori pastello, tenui e rassicuranti.

Riuscirai bel Paul a sfuggire al demone che di certo continuera a erodere la tua volontà con la forza della depravazione? Non avrai ancora un sussulto, quando passeggiando tenendo sotto braccio il tuo angelico sostegno, vedrai le puttane del Bois de Boulogne ammiccarti maliziose?

Loro conoscono il potere della tua verga e delle tue labbra sapienti.

Sappiamo Paul, pur non potendo fermarti, che i tuoi reali desideri non cambieranno per un’improvvisa e stolta espiazione.

Sappiamo aspettare Paul il tuo ritorno, e non augurandoti una fine del tuo ancora acerbo amore, solo perché conosciamo, per averla vista nelle notti in cui i nostri demoni erano sospinti fuori dai nostri corpi dalle droghe esotiche e si proiettavano nei muri colanti nere e dense materializzazione del nostro male.

Postato da: PaulMontague a 10:38 | link | commenti (1) |

mercoledì, novembre 03, 2004

Eccoci. Finalmenti congiungi di nuovo nella nostra mefitica dimora Parigina. Ma per poco. Tra non molto Robert si recherà nuovamente nelle terre orientali per abbandonarsi lascivo su corpi efebici di giovani transessuali.
Maxim spronfondato nuovamente nelle sue dannazzioni alcoliche non rimpiange le bionde vulve assaggiate nelle terre germaniche e brama gli effluvi del suo unico malato amore. Arthur felice di questo rientro già declama nuovi versi obnubilato dalla fata verde che lo ha completamente avvinto.
Fabius come sempre è immoto sfondo di questi deliri di egocentrismo mentre Mathieu sempre più asceso ai suoi paradisi artificiali sta immaginando l'amore con una nuova immonda puttana.



Postato da: PaulMontague a 14:11 | link | commenti (8) |

giovedì, ottobre 28, 2004

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 



Whisky, lounge music, vertigini da alta Società, luci morbide, ornamenti e profumi,e tutto intorno si snoda la soffice parata di visi accomodanti e deformati di prosperità. Maxim e Robert hanno respirato tutto questo nella città di Dusseldorf alla corte del magnate italiano. Domani il rimpatrio nel letto immorale e limaccioso della Seine. Arthur, Fabius, Mathieu ed addirittura il riluttante maestro Paul questa sera affronteranno nella Notte parigina l'accoglienza delle due anime perlate di zuccheroso benessere da rigurgitante Ricchezza. Non sarà il solito Giovedì notte di caldi stravizi: per una volta avrà la precedenza il Sacro Collettivo.



Postato da: PaulMontague a 14:07 | link | commenti (1) |

giovedì, ottobre 21, 2004

 

 

 

 

 

 

 

Stagioni incerte nel Marais. Un luogo dell'Anima ora inerme, spopolato anche da chi lo vive come soggiorno etereo e fraterno. Perchè se da Fabius nessuno si è mai aspettato una fragorosa ubriacatura vitale, anche i restanti membri sembrano immobili resti autunnali imploranti sussulti di Esistenza. Maxim, accompagnato dall'errante pellegrino Robert, è partito per la città di Dusseldorf;  pare che sia ospite gradito di un magnate impresario italiano che lo avrebbe preso sotto la propria ala protettrice da un paio di anni. Maxim lo considera un secondo padre. Tra di loro si è instaurato un rapporto di anime in contatto: si considerano l'uno lo specchio dell'altro. Sanno perfettamente che queste occasioni si presentano una sola volta nella vita: si contemplano vicendevolmente, parlando di business, Arte, donne e viaggi, assaggiando sigari d'annata ed inscenando una candida recita del perfetto rapporto tra menti elevate.
La distanza tra la luce abbagliante di questo quasi patinato idillio alla grigia realtà del restante Collettivo è realmente labile. Arthur, preso da febbre delirante, si è rintanato da giorni nella sua stanza; vive di musica, nel letto trova il sacro asilo per lenire le sue angustie. Sa bene che Paul è lontano: solo una sua comparsata, tra i fumi dell'Assenzio, lo ha tranquilizzato; tutto quello che Paul ripeteva a mo' di ritornello decadente e degradante era uno sciatto "Crediamo tutti nell'amore di strada...", per poi scomparire nelle luci dei giardini di Place des Vosges. Mathieu fuma oppiacei, beve, apparentemente è la proiezione della noncuranza; forse solo nei suoi irrequieti gesti e nelle sue nervose mimiche facciali risiede l'unico sano ed onesto corredo per vedere il Sereno ogni giorno.          


Postato da: PaulMontague a 22:05 | link | commenti (9) |

giovedì, ottobre 14, 2004

"Cari, carissimi amici miei,
con grande mortificazione sono a comunicarvi che non sarò presente, per motivi superiori alla mia volontà e non per divertimento, al ritrovo di giovedi sera. Mi viene difficile in questi momenti trovare le parole adatte a potervi consolare di questa grande assenza........Credo che per le prossime tre settimane almeno (questa compresa) sarà difficile riuscire a rivedervi.
Con la morte nel cuore per questi infausti periodi di astinenza dalle tanto sospirate notti di assenzio, mi auguro con questo di non perdere la vostra preziosissima amicizia!
PAUL"

No, caro Paul, noi ti aspetteremo. SEMPRE. E' solo che vorremmo sapere in quale lontana serpentina della tua elaborata mente ti sia severamente celato. Questa serata di briose venature alcoliche verdi si è vestita di funebri abiti da fine della Notte. Dove ti sei rintanato? Mathieu, il tuo franco compagno di viaggio, ride emettendo versi scomposti, Fabius sbadiglia fumi di inaridita vitalità depressa, Arthur e Maxim si nascondono nel silenzio della tua essenza assente, e Robert beve latte per purificare la Mente attendendo il tuo sacro rientro.
A presto, caro membro del Sacro Collettivo. I NEODECADENTI.






Postato da: PaulMontague a 12:28 | link | commenti (6) |

lunedì, ottobre 04, 2004

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Senso di comunità. Da oggi saremo nuovamente uniti. Arthur e Robert sono rientrati dalla stolta incursione nel sud Italia. Le Terre Sannite sono state inutilmente percorse in preda ad allucinazioni di erba olandese. In preda a simulacri creati dal nulla delle proprie menti, i due viandanti hanno generato paure interiori senza apparente senso: sagome di vulcani in eruzione in fondo alla linea del tramonto, minuti che sembravano ore, presunti innamoramenti transessuali lungo viali depressi, terrori notturni di automobili killer pronte ad uccidere, incontri tremebondi con la Legge... Solo la radio scandiva il passaggio arido nelle notti del Sud in un abitacolo d'auto estremo di conoscenze eccessive ed esageratamente virate alla squallore. Robert, rientrato nel Marais, è già nuovamente in amore con una spettrale Madame Moira, mentre gli altri membri godono della presenza reciproca. Soprattutto Fabius irrada patinata gioia irrigidendo le braccia verso il basso ed inclinando in avanti le mani con un rapido gioco di dita diafane e bianche come le sue notti insonni a fissare le luci di Rue St.Antoine. Mathieu, Maxim, Paul, ed Arthur ora ridono e vivono.       

Postato da: PaulMontague a 19:19 | link | commenti (7) |

martedì, settembre 28, 2004

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Appena rientrati nel materno soggiorno del Sacro Collettivo e già Robert ed Arthur sono pronti a ripartire.
L'Italia del Sud più remoto sarà l'obiettivo delle due anime al momento più scostanti della congrega. I due saranno accompagnati nel viaggio dalla misteriosa Madame Chiarinì, ultima effimera occupazione carnale per Robert. Nessuno sa il motivo del viaggio: Fabius esprime disappunto con nervose contrazioni delle increspature del volto, Paul e Mathieu affondano nell'erba degli Dei e sembrano i più distanti e noncuranti. Solo Maxim, forse, ha capito l'arcano impeto dei due erranti spiriti: rimanere vivi nel continuo vagare in percorsi obliqui e vuoti. Trasferte vacue per Anime al momento disabitate dalla florida volontà di Esserci.  


Postato da: PaulMontague a 11:54 | link | commenti (8) |

giovedì, settembre 23, 2004

Le nostre assenze, tracce disperse nelle nebbie perverse delle nostre vite, sono sempre motivate da accadimenti.
Robert e Arthur sono nelle terre elleniche alla ricerca di connessioni con le loro essenze peccatrici. Stanno affondando i denti nei seni sodi di donne more e nerborute.
Assaggiano questi pelli acri come ci si sazia di un frutto amaro e dissetante.
Fabius chiuso nella sua stanza emette suoni incomprensibili, segno di un temporaneo smarrimento tra le droghe al silicio acquistate alcuni giorni fa.
Maxim perso nel Marais affonda ogni suo pensiero nella fata verde ancora prima che possa palesarsi nella sua mente, rotolandosi tra lenzuola sudicie nei letti delle puttane adorate. Infilando il suo membro in ogni caldo e umido anfratto.
Mathieu si sta annullando sollecitato dal bel Paul sulla strada di antiche discipline meditative che susciterebbero gli stessi effetti delle erbe allucinogene.
Presto il Sacro Collettivo si riunirà nuovamente per riscoprire le antiche gioie malate della convivenza.
Siamo qui nostre ancelle perduta, venite a leccare la vita direttamente dalle punte erette dei nostri membri.








Postato da: PaulMontague a 11:26 | link | commenti (8) |

mercoledì, settembre 15, 2004

 

 

 

 

 

 

 

 

 


Riportando tutto a casa. Solo così siamo nuovamente completi; ode a Paul che ha lenito la malvagia brama di normalità del caro Mathieu solo con l'Arte della sua coinvolgente Parola.
Ora le colorate vesti agonistiche hanno lasciato il posto ai consueti e corrotti abiti della crepuscolare quotidianità. Solo così Mathieu torna a respirare. 
Niente terre svizzere, niente rincorse a palloni di insuccessi, niente tediose perfezioni o ricerche di vigorìa fisica... ora rimane solo la sacra convinzione di appartenere ad un'Idea Dannata, che resta comunque l'unica percorribile.
Per Mathieu e per tutti Noi.     





Postato da: PaulMontague a 17:25 | link | commenti (14) |

giovedì, settembre 09, 2004

Dalla malattia alla vita.

Il nostro Mathieu no cessa mai di stupirci.

Ancora con gli angoli della bocca sporchi di sangue mestruale incrostato sta rinnegando ogni sua scelta per dedicarsi alla pratica così in voga tra i giovani smaltati di salute fisica: perdere il proprio fiato rincorrendo la sfera di cuoio a scacchi.

Così ora abbandonando le droghe visionarie per quelle muscolari, ha deciso.

Da qualche tempo si è davvero trasferito a Lugano ma non per presenziare alle orge del Conte, ma per ridare al suo corpo avvizzito dagli anni di eccessi una forma atletica scultorea.

Come per gli eccessi consumati nella villa del Conte, noi membri del sacro collettivo siamo costernati e attoniti nel aver appreso che il giovane Mathieu abbia rinnegato l’arte suprema e la bellezza di vedere il corpo devastato nello specchio sudicio del proprio sguardo.

Mathieu speriamo solo che anche in questa nuova insana passione tu riesca a trovare una porta per gli inferi come il grande George Best.

Luce successo lustrini e modelle e poi solo ombre malvagie di oscuri spiriti sussurranti passate glorie.

Chapeau.

Postato da: PaulMontague a 12:13 | link | commenti (15) |

martedì, agosto 31, 2004

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Illusioni di felicità.

Vi chiediamo di risvegliare il debole ricordo della vostra prima illusione di felicità; quando nelle foto sbiadite, prima della tragedia del vostro passaggio, sorridevate ancora fiduciosi.

Anche le foto del nostro errare estivo stanno rapidamente sbiadendo come la nostra pelle che sta sbiancando e putrefacendo.

Siamo di nuovo qui, finalmente riabbracciati e sprofondati nella fauna del Marais.

Vi siamo mancati anime meretrici? E perché?

Racconteremo nei prossimi giorni gli accadimenti del peregrinare di ogni componente del sacro collettivo, quando l’assenzio, l’oppio e le puttane aprendo la voragine delle nostre coscienze ce lo permetteranno.

Però nostri gentili visitatori vi lasciamo con un primo di questi racconti cangianti e putridi come sottane di seta sfilacciata.

Mathieu e i deliri di Lugano.

Dopo essere rientrato dal misterioso passaggio normanno, il diafano Mathieu si è risvegliato da un sonno esistenziale in un regale palazzo a Lugano. La prima cosa che hanno visto i suoi occhi sono state cascanti carni di donne in età matura, avvinghiate tra di loro in orgasmi saffici, mentre spettatori di nobile nascita inabissavano le narici in improvvisate colline di polvere angelica. A Mathieu non sfuggì il fatto che la maggioranza delle partecipanti a questa coesione carnale stavano attraversando il loro periodo mestruale, e quando le teste emergevano sulle vulve insanguinate, la traccia di questi grumi violacei restava sulle loro bocche aperte in sorrisi sguaiati e imbrattati di sangue.

E’ li che Mathieu, spinto dal desiderio incontrollabile, si gettò nella mischia avido di questi sapori fetidi.

Rosso rubino intervellato da sorsi del Verde smeraldo dell’Assenzio. Ebbro di tutto ciò, Mathieu, a un passo dalla follia, urlava: “Mi trasferirò qui, in questa landa solo apparentemente perfetta ma in realtà magnificamente lordata dalle vostre gesta saffiche e meretrici.” Rantolando gesti squilibrati con mani tremanti, e guardando gli affreschi osceni che il Conte aveva fatto dipingere sul soffitto, Mathieu urlava: “Si! Vulve, sangue, la Dama verde, sfinteri sudici, ascelle fradice, feci. Lugano mostrati per cosa realmente sei! Bagna queste linde acque con il sapore di queste sante vagine! Desidero che tu divenga la mia patria! Basta l’esibita e sfacciata Dannazione del Marais! Voglio l’inganno, il sotterfugio, il nascosto, l’occulto…. Lugano dietro lo specchio ingannatore della sua normalità!

Noi stiamo ancora cercando di dissuaderlo. A un Mathieu nostalgicamente smagrito, in preda al richiamo delle orge del Conte di Lugano.

Riusciremo a indurlo a non abbandonare il Sacro Collettivo dei Neodecadenti? Lo speriamo fortemente. Perdere anche solo uno delle Anime che ci compongono distruggerebbe il nostro equilibrio malato.

Chapeau.

Postato da: PaulMontague a 17:17 | link | commenti (8) |

venerdì, agosto 06, 2004

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Da oggi inizia il viaggio. Forse solo Fabius, sempre riluttante ed alieno alla volontà di esprimersi, interromperà in questo Tempo il nostro silenzio.
Il restante Collettivo sta già errando. 


Postato da: PaulMontague a 09:49 | link | commenti (13) |

mercoledì, agosto 04, 2004

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Disgregazione. Volontà estiva di scomparire. Dopo un anno di convivenze logoranti il Sacro Collettivo abbandona temporaneamente la degradante e funerea Rive Gauche; ognuno sarà libero di respirare nuove disordinate essenze, per poi tornare un giorno a consumarsi tra le pieghe plumbee del Marais.
Robert già da qualche tempo è ricaduto nella spirale inferma della sua bramosia di amori transessuali orientali: solo il Tempo ci dirà se questa per lui è solo una fase ciclica di vacui piaceri giocattolo, o se questa sarà  invece la strada maestra da percorrere per i restanti singhiozzi di tempo. E' comunque certo che l'attrazione per il trans Sophia non è una ricreazione, ma la sua squallida idea dell'Amore. Paul, come anche Voi sapete, sta vivendo il suo ritorno all'Inferno: un'anima che erra delirando nei vicoli neri che abbracciano Rue St. Antoine tra puttane, fondi di bottiglia ed oppio algerino. Arthur ha fatto ritorno, come ogni estate, nel deserto di Joshua Tree; ha lasciato il Collettivo per trascorrere un periodo di lugubre meditazione solitaria, aiutato dai suoi fantasmi acidi a sopportare il caldo maligno del deserto californiano. Maxim si è spostato nelle terre andaluse a cercare di lenire il proprio inverno interiore. Tra brandelli di carne e di anime sprecate, troverà il modo di riassestarsi provissoriamente per riprendere le briglie della sua veloce esistenza. Si dice che il giovane Mathieu, devastato dalla desolata recita della sua guida Paul, stia aggrappandosi alla Dea Verde in un lugubre maniero in Normandia. In questi giorni, comunica solamente con un rapido e nevrotico tarantolare delle mani. Per ultimo Fabius. Il Marais e di conseguenza il Sacro Collettivo sopravvivono malandati nelle sue mani. Non sopporta le tristi peregrinazioni dei suoi compagni: Egli è fermo. Lo potete vedere spesso a Place de la Bastille intento ad imbastire fervide discussioni con se stesso, per poi dileguarsi assente e stordito nei cafè, un tempo caldo rifugio di azzimati dandy, oggi solo negletti covi per corpi ripudiati.
Torneremo? Probabile, quando il peregrinare ci avrà forse lenito e lavato dal marciume immorale che ci accompagna.       



Postato da: PaulMontague a 09:30 | link | commenti (34) |

giovedì, luglio 29, 2004

Una piccola storia di Paul.
"quando attendo e mi sveglio
le risposte sono fatali." (Citazione misteriosa)

Paul. Qualcuno tra voi si starà chiedendo cosa è accaduto a Paul?
Povero Paul. Dopo un periodo in cui egli ha cercato riposo, in un impiego ordinario che aveva a che fare con il versare quel liquido che consente ai veicoli, che tutti voi schiavi della fretta moderna dovete utillizare, di muoversi, è finalemente tornato all sua normalità allucinata ed alcolica.
Due notti fa lo abbiamo raccolto dalle braccia di una fatiscente puttana. Con ancora le tracce incrostate di putrida bava e umore femminile agli angoli della bocca, sconvolto dal fumo oppiaceo,  l'abbiamo adagiato tra le lenzuola macchiate di sangue vomitato da Fabius nelle notti precedenti.
Finalmente la nuova catarsi del gonfiore alcolico e malsano sta dilaniando i suoi fini lineamenti, come se egli conscio della vacuità della sua bellezza la volesse deturpare da novello Jim Morrison (senza però possederne le doti canore). Ci pregava nel sonno febbrile di dargli un altra vulva sudicia da leccare, un altro ano ancora lercio degli escrementi maleodoranti da lambire con la sua bella bocca, un altro seno sciatto e ricoperto della patina madida del sudore e dei godimenti precedenti su cui appoggiare il suo membro per aggiungere altro seme nero sulla pelle di una puttana. Maxim et Arthur gli bagnavano le labbra con una soluzione di assenzio cercando di dissuaderlo, nulla però poterono contro la fervida volonta di Paul di annullarsi scomprendo con il corpo e l'anima tra le gambe sformate di un altro giocattolo bizzarro di sesso e di morte. 
Fu così che il bel Paul trascinando le carni flaccide e biancastre riuscì a scomparire nella notte in Rue de Rivolì bramoso di vulve marce in cui affondare il suo bel viso e il suo membro imbrattato di umori e sangue mestruale mai mondati.
Paul torna da noi, ti preghiamo, non puoi seppellire sotto tanto squallore il tuo aspetto angelico.
Il collettivo dei Neo Decadenti, tranne Robert che in queste notti feroci sta a sua volta affondandosi nella droga e nel sesso transessuale.

 











Postato da: PaulMontague a 15:59 | link | commenti (6) |

mercoledì, luglio 28, 2004

Sappiamo dove siete. Nei vostri pusillanimi uffici, spendendo parole di esasperate lodi e prostrati inchini ai detentori delle vostre ore migliori.
Andrete a casa indossando ancora l'uniforme sbiadita della vostra quotidianità e getterete i vostri meschini danari per alimentare la macchina da lavoro che il vostro corpo finisce per essere tutti i giorni.
La vostra scialba insalatina vitale scondita, la vostra acqua senza sali minerali, l'oretta in cui illudete i vostri arti di poter correre da persone libere.
Ma arriva il momento in cui i danari, che avidamente accumulate nella speranza di poterne godere quando nessuna parte del vostro corpo risponderà più ai vostri desideri, possono tornare utili al vostro spirito: il Grande Neo-Decadente Mark Lanegan dal deserto californiano sta per urlare e soffiare al mondo il rantolo (dice Fabius) della sua Anima eternamente dolente.
Guai a voi seguaci di menestrelli e strimpellatori (allude Fabius) di ninfette squallide e semisvestite che ragliano il Nulla circondate da uomini senz'anima pieni di libido, se non acquisterete "Bubblegum", IL Disco di Mark. E non fatevi ingannare come sempre dal titolo apparantemente faceto. La realtà è che Egli ha voluto celare dietro ad un titolo ingannevolmente leggero e banale (conferma Fabius), i significati profondi della sua Anima desertica e paludosa. Sappiamo già che rimarrete invischiati nella melma salvifica del Blues malvagio e cosmico di Mark che non vi nascondiamo (perchè dovremmo) per passare notti e notti vomitandoci addosso le nostre paure e la nostre vittori insignificanti.
Il nostro non è zelo cartellonistico, non è finta esaltazione economica (non è d'accordo Fabius), Noi sappiamo che dopo aver ascoltato questa Opera, si apriranno porte su mondi a voi sconosciuti.
Noi come Mark siamo i rifiuti della Notte, quando la vita cerca la pace e non può sopportare le nostre corrotte gesta.
Lo ripetiamo per il bene della vostra Anima, automi di carne (Mathieu sorride), comprate questo disco. GUAI A VOI SE NON LO FARETE! 
     

 









Postato da: PaulMontague a 17:20 | link | commenti (1) |

lunedì, luglio 26, 2004

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Chi siamo? Perché vi stiamo scrivendo da questa piega futuribile della realtà?

Le poche parole che abbiamo pagato alla necessità di svelarci sono poca cosa in paragone alle storie che hanno giunto le nostre esauste anime.

Come spiegare i percorsi infernali che ci hanno spinto l’uno verso l’altro in questa vecchia dimora nell’angolo più adombrato del Marais.

Preparatevi a sentire racconti di morti e rinascite, di sale sulle ferite mai rimarginate delle nostre inutili vite.

Quando Arthur incontrò Fabius nessuno dei due sapeva che di lì a poco altre mebra stanche si sarebbero unite a loro per fondare il Sacro Collettivo dei Neo Decadenti.

Arthur era a Parigi per una breve vacanza, dopo aver vissuto anni lisergici nel deserto californiano.

I fantasmi che aveva risvegliato non lo abbandonavano più. Visioni di donne che aveva fatto morire di dolore per la sua incapacità di amare, e di una specialmente che era veramente morta per il suo inspiegabile rifiuto.

Fabius era invece un essere prostrato dalla vita. Per lui la decadenza era la normalità dello scorrere impietoso di una vita malsana. Quando lo sguardo di questi due esseri sofferenti si incrociò in un anonimo bistrot anche la più cinica delle puttane senti muoversi la brezza della compassione.

Quella notte fu assenzio e parole sconnesse a cercare spiegazioni laddove non ne avrebbero mai trovate. Vissero così immersi nella fata verde per molti giorni, e quando i loro stomaci sfiniti li obbligarono a vomitare anche l’ultima stilla di speranza tra le lenzuola putride, si rialzarono e cercarono tra le rive oleose della Senna.

Fu lì che incontrarono Mathieu che già da qualche anno si rifugiava in paradisi acidi. Senza parlare lo raccolsero e lo portarono con loro per dividere il nulla che adesso sapevano li accumunava.

Dopo un anno di notti allucinate in cui gli incubi di ognuno si tramutavano nella realtà degli altri bussò alla loro porta il bel Paul.

Non era quella la porta che si sarebbe dovuta aprire, ma quella della Marchesa Dubois che si trovava qualche piano più sotto. Paul doveva regalarle qualche ora di squallido sentimento recitato; di amore nero e cupo come il seme. Aveva già il suo membro lievemente eretto, come un antico obelisco, e si poteva riconoscere sotto l’elegante completo grigio di seta.

Subito Mathieu riconobbe in questo elegante e distaccato uomo oggetto un forte legame. Inutile dire che quella notte la Marchesa non vide l’artefatta recita del suo amante, e che mai più Paul fu costretto a vendere brandelli della sua anima per il vile denaro.

Dopo aver leccato il frammento di carta che celava la sostanza divina, Paul vide nettamente tutte le vulve che era stato costretto a lambire con ogni parte di sé e comprese appieno che quel microcosmo lo aveva reso negletto.

Qualche tempo dopo, e nessuno di noi può ricordarsi quanto arrivò una lettera dall’italia. Robert che era stato un compagno di lavoro, quando lavoro era una parola che significava ancora qualcosa, di Arthur. La lettera avvertiva il mondo che era stato parte della sciatta quotidianità di Robert, che egli stava per ritirarsi in una cascina in toscana per morire di overdose con il suo amante transessuale, Lucio detto Carla. Solo nella sensibilità di un altro uomo come lui era riuscito infine a trovare l’amore. Ma non era la presenza di un fallo a garantire l’eternità, e infatti in poco tempoCarla lo aveva lasciato, come tutte le altre, solo con la sua droga e il suo desiderio di finire, tra il profumo vero del fieno, la sua vita inutile.

La lettera che Arthur in pieno accordo con l’intero collettivo gli inviò diceva solo: Vieni in questa casa di spiriti e carne. Ti cureremo nostro Amico.

Robert li raggiunse in una notte di nebbia alcolica. Poté sentire già nella strada acciottolata i loro lamenti imbevuti di assenzio e sostanze allucinogene.

Aveva con se qualche paradiso artificiale in pastiglia, e quella notte ne facemmo largo uso.

Passarono altri insignificanti pagine sbiadite di un calendario, quando Maxim per ultimo sentendo l’eco delle gesta di questo decadente gruppo di anti-intellettuali si convinse a fargli visita.

Maxim viveva a Parigi già da qualche anno, svolgendo lavori tra i più umili per mantenere la sua passione della scrittura, annegando il sapore del fallimento in ogni sostanza disponibile, purchè gratuita e di sicuro e veloce effetto.

Quando l’ultimo conato del vomito di questo crudele mondo si fuse con gli altri acidi effluvi, il collettivo fu completo.

Nessuno di noi ora aspetta altre vite alla deriva, e siamo sicuri che nessuno vorrà uscire da questi intestini per scoprire solo di essere semplice merda. Noi siamo completi.

Ed ora veniamo al perché vi stiamo parlando.

Cosa pensate di essere? Avevate dei sogni. Pensavate di essere migliori, di essere grandi artisti; di riuscire un giorno a possedere l’amore (l’amore… dice Paul, che insensato desiderio).

E poi vi siete svegliati un mattino e davanti allo specchio avete capito che non avevate di fronte il grande scrittore, la madre di famiglia, l’ingegnere, il musicista, Dio. C’eravate solo voi con le vostre miserie annidate tra le rughe del vostro viso. Siete già morti e non lo sapete. Tutto quello che avete e solo qualcosa in più che perderete.

Scriviamo per incidere questa consapevolezza nei vostri deboli e ansiosi cuori.

Nessuno di noi è parte della vostra recita, noi siamo quello che leggete: le vostre paure le vostre mancate certezze, il cancro che vi sta consumando la ragione giorno dopo giorno; l’immagine deformata delle vostre vite.

Chapeau.

I Neo-Decadenti.

Postato da: PaulMontague a 14:15 | link | commenti (7) |

giovedì, luglio 22, 2004

 

 

 

 

Noi come loro.
Anche noi in bianco e nero in questa stagione che ci vorrebbe colorati a tutti i costi.
Paul chiuso nella sua dimora con le tende tirate, sperando nella rinascita delle mille tonalità del grigio autunnale, e noi accecati dalla troppa luce ci sciogliamo nella esasperata leggerezza di questa stagione effimera.
Solo Fabius riesce a godere di questo tempo bugiardo che ti illude di felicità passeggere. La vita è l'inverno, la nebbia fredda dei dubbi e dei dolori, e non questa parvenza di serenità.
Anche Robert non è con noi ma in un lungo peregrinare nelle terre asiatica alla ricerca di carne malata per soddisfare il suo desiderio di dissolutezza oppiacea. Tornerà solo quando la tremebonda volontà gli indicherà la strada per un nuovo inverno nel Marais, e carico dei suoi racconti, ci vomiterà le sue storie di esistenza da bruciare davanti alla luce verde dei nostri calici di assenzio.
Con questa disperata sospensione luminosa, e con un inchino,
Maxim et Arthur.







Postato da: PaulMontague a 10:36 | link | commenti (8) |

martedì, aprile 13, 2004
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Il Rock compie 50 anni, il Rock è vivo e non muore.
Non si facciano ingannare le vostre menti inebetetite dai luoghi comuni del piccolo mondo borghese in cui le avete allevate.
IL ROCK E' NEO DECADENTE.
Non possiamo seppellirvi con la magnificenza di questi 50 anni di schegge infuocate impresse nelle pelli sfinite di genitori impauriti dalla libertà che solo qusta musica indiavolata può fare scorrere nelle vene.
Il volto di Elvis sfigurato dalla stessa incontrollabile potenza della sua creatura è la riprova che il Rock come il napalm divora le anime dei suoi profeti e dei suoi discepoli.
Dammi ancora droga e Rock 'n Roll, dammi ancora stordimento, dammi vulve slabrate da leccare al ritmo di Satisfaction, dammi la forza di resistere al Potente.







Postato da: PaulMontague a 14:25 | link | commenti (1) |

giovedì, aprile 08, 2004
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Cosa sei stato? Un pagliaccio, una meteora infuocata, il proiettile che ha deflagrato le tue fattezze tra l'angelico e il diabolico.
Quel pomeriggio guardavo le nubi gonfie di lacrime specchiarsi nel fango acquoso della Seine.
Non ho provato pietà o la stessa romantica nausea che ho sentito mille volte per dei veri Neo decadenti.
Tu eri solo la meschina imitazione della sofferenza di un artista.
Non hai aspettato la visita della grande Meretrice, perchè ella, e solo ella, decidesse come e quando avvolgerti nelle sue eterne tenebre.
Non hai saputo attendere come Jimbo che fosse il fato a sollevarti dei tuoi fardelli.

Ci dispiace, non sei un Neo decadente, i Neo decadenti sanno anche vivere.







Postato da: PaulMontague a 15:36 | link | commenti (6) |

mercoledì, marzo 31, 2004
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Per Henry.
Hai avuto il coraggio di Vivere. La natura ti ha aiutato e sei sopravvissuto a te stesso.
E noi ne siamo lieti.
Grazie.
Maxim.

 





Postato da: PaulMontague a 13:59 | link | commenti |

Per Fabius.
"Fu g...

Per Fabius.
"Fu guardando la sua immagine scomposta e increspata come la pelle di un frutto marcito che capisti.
Neppure per te la solitudine poteva essere la cura. Ci raggiungesti bagnato della pioggia densa e oleosa dell'aborto di primavera parigina.
Ti vedemmo attraverso le vetrine incrostate del cafè.
Rieccoti Fabius. Sei ritornato con noi per dimenticare, ancora una volta insieme, chi siamo."
Arthur, Paul, Maxim, Mathieu, Robert.






Postato da: PaulMontague a 13:52 | link | commenti |

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Per Jimbo.
Ieri siamo stati nella tua ultima stanza del Morrison Hotel.
Solo nella tua coerenza troviamo il conforto per averti perso così presto.
Non cerchiamo nemmeno di ripercorrere i tuoi sentieri, sei troppo in alto.
Grazie per averci aperto le menti e regalato un ultimo infinitesimale motivo per vivere e per morire nella tempesta della vita.
I tuoi Riders on the Storm.







Postato da: PaulMontague a 13:45 | link | commenti |

venerdì, marzo 12, 2004
Per Mark Lanegan. Q...

Per Mark Lanegan.

Quando vuoi sentire l'oscurità in una voce ascolta la leggenda di Mark Lanegan.
Un suono che viene dall'eternità; riesuma tutta la sua esistenza nelle sillabe strascicate delle sue canzoni.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 



Postato da: PaulMontague a 12:16 | link | commenti |

  Per F.
"E...

 

Per F.
"Era una sera come le altre. La luce filtrava malevola dalla vetrina del bistrot nel Marais.
Solo questo sapeva: non era più in mezzo a loro. Da solo nascosto tra i muri della soffitta in cui viveva, aspettando le tenebre.
Fissando la luce flebile della candela, unica luce nella sua solitudine.
Oggi, lui sa, non è più in questo mondo."

Au revoir dai tuoi compagni.






Postato da: PaulMontague a 12:11 | link | commenti |

lunedì, febbraio 16, 2004
Per Marco. Anche se...

Per Marco.

Anche se potevi morire meglio, apprezziamo la tua discesa agli inferi: Solo con il tuo dolore hai trovato il modo di uscire di scena, ben capendo che in fondo a nessuno importava poi molto del tuo attuale stato

Sei stato nei cieli altissimi della fama e della ricchezza e hai conosciuto la vera miseria della solitudine.

Sappiamo che da quella amara consapevolezza non vi è ritorno: nè l'amore scialbo di una donna, nè nuovi stupidi amici interessati solo all'eco delle luci accecanti della tua passata felicità avrebbero sanato la ferita estrema.

Buon Viaggio.
"E' dei grandi sapere quando spegnersi".

Maxim et Arthur.

 

 


Postato da: PaulMontague a 15:34 | link | commenti (2) |